La Cappella di Casacugnano

La Cappella di Casacugnano




La cappella di Casacognano.

Il resoconto fatto dal curato di san Giovanni ci fa capire la bellezza e la purezza di uno posti oggi maggiormente inquinati e devastati. Tra il cavone di Casacognano, masseria del pozzo e taverna del re.
Dove sgorgava acqua purissima oggi sgorga veleno.
“Nell’anno 1678 fatta fare dal signor Placido Tesone padrone della massaria e luogo di Casacognana una cappella col titolo della Ascensione di nostro Signore atteso vi era stata l’antica dove si celebrava anticamente ed era diruita , et guarnita detta cappella ed visitata per ordine di monsignore di Aversa dal canonico Compagnone fu per decreto ordinato, a me curato di san Giovanni, l’andasse a benedire con celebrarci la prima volta, per il che il 10 di giugno dello stesso anno 1678 fui portato in carrozza con il sacrestano della AGP di Giugliano con il numero di 12 sacerdoti a cavallo in compagnia. Dove dopo benedetta celebrai solennità cum cantu et vi fece sermone circa l’edificazione della chiesa. Et finita detta solennità fuimo tutti sontuosamente banchettati da detto signor don Placido anco di squisiti pesci essendo venerdi e dopo alcuni giorni mi mandò regalando. In detta chiesa vi si celebra tutte le feste et anco la maggior parte de giorni feriali.
In questa massaria vi è il pozzo antico di acqua purissima dove si have l’università di Giugliano di tirare et de fatto tiene due bocche benchè hora si ritrova occupato il putone (?) forse perché l’università hora si ritrova con più puzzi di acqua nell’abitato.
Nel presente anno 1679 a 11 maggio festa dell’Ascensione si fece in detta cappella la festa. Andaimo io e diece sacerdoti et vi arrivarono anco molti altri, celebrai la messa solenne con canto e suono, vi feci sermone et fenito fui lautamente trattati da detto sig. Placido non solo nel magnare ma tutto il giorno anco dove per l’indulgenza vi fu concorso grande di genti si lottò un palio con balli et un altro con l’arare dei bovi. Dopo fuimo ringraziati dal detto con farci di nuovo dare le cavalcature per il nostri ritorno”

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